Decreto Bersani bis

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Il decreto Bersani bis, ufficialmente decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito poi dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, è una legge della Repubblica Italiana, seconda parte del cosiddetto "pacchetto liberalizzazioni" proposto dal ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani durante il governo Prodi II, ai fini dell'apertura dei mercati a beneficio e tutela del consumatore.

Segue il decreto Bersani-Visco approvato l'anno precedente.

Recesso anticipato[modifica | modifica wikitesto]

Salta l'obbligo per gli utenti di restare fedeli agli operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata: i contratti di adesione stipulati con tali operatori devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto in qualsiasi momento e senza spese o costi sotto forma di penale. Gli operatori non possono, inoltre, imporre un obbligo di preavviso superiore a 30 giorni. Una confusa terminologia normativa nel testo del provvedimento sembra far valere il recesso previsto dal decreto Bersani solo per i consumatori, ossia non per le aziende. Tuttavia, AGCOM ha pubblicato nel giugno 2007 proprie linee guida per la corretta applicazione delle disposizioni in commento ( http://www.agcom.it/default.aspx?DocID=387 ), nelle quali ha chiarito, tra l'altro, che il diritto di recesso con preavviso non superiore a 30 giorni (in qualsiasi momento e senza applicazione di penali, salvi i costi giustificati) imposto dalla Bersani nei contratti per adesione deve essere rispettato dagli operatori anche con riguardo ai clienti business (di fatto avvalendosi del potere di estendere le tutele normative dei consumatori ad altre categorie di clienti, attribuito all'AGCOM dall'art. 70 comma 2 del D.lgs. 259/03 e s.m.i.)

DECRETO BERSANI – IN GAZZETTA UFFICIALE IL DECRETO BIS
[02-02-2007]
 

DECRETO-LEGGE 31 gennaio 2007, n.7

Misure  urgenti  per  la  tutela dei consumatori, la promozione della
concorrenza,  lo  sviluppo  di  attivita'  economiche e la nascita di
nuove imprese.

 
Capo I
Misure urgenti per la tutela dei consumatori
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
  Visto  l'articolo 117  della  Costituzione  ed  in  particolare  il
comma secondo, lettere e), l) e m);
  Ritenuta  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza  di  rimuovere
ostacoli  allo sviluppo economico e di adottare misure a garanzia dei
diritti dei consumatori;
  Ritenuta,  altresi',  la  straordinaria  necessita'  ed  urgenza di
intervenire per rendere piu' concorrenziali gli assetti del mercato e
favorire  la  crescita  della  competitivita'  del sistema produttivo
nazionale, assicurando il rispetto dei principi comunitari;
  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 25 gennaio 2007;
  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, del
Ministro  dello  sviluppo economico, del Vicepresidente del Consiglio
dei  Ministri,  del Ministro della pubblica istruzione e del Ministro
per  le  politiche europee, di concerto con i Ministri per gli affari
regionali  e  le autonomie locali, dei trasporti, per le riforme e le
innovazioni  nella  pubblica  amministrazione,  delle  comunicazioni,
delle infrastrutture, dell'economia e delle finanze e delle politiche
agricole alimentari e forestali;
                              E m a n a
                     il seguente decreto-legge:
                               Art. 1.
Ricarica  nei  servizi di telefonia mobile, trasparenza e liberta' di
recesso  dai  contratti  con  operatori  telefonici,  televisivi e di
                          servizi internet
  1.  Al  fine  di  favorire  la  concorrenza  e la trasparenza delle
tariffe,  di  garantire  ai consumatori finali un adeguato livello di
conoscenza  sugli effettivi costi del servizio, nonche' di facilitare
il  confronto  tra  le  offerte  presenti sul mercato, e' vietata, da
parte degli operatori della telefonia mobile, l'applicazione di costi
fissi  e  di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via
bancomat  o  in  forma  telematica,  aggiuntivi rispetto al costo del
traffico  telefonico  richiesto,  nonche'  la  previsione  di termini
temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale
clausola  difforme  e'  nulla  ai sensi dell'articolo 1418 del codice
civile.  Gli  operatori  adeguano la propria offerta commerciale alle
predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.
  2. L'offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia
deve  evidenziare  tutte le voci che compongono l'effettivo costo del
traffico  telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un
adeguato confronto.
  3.  I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e
di  reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente
dalla   tecnologia  utilizzata,  devono  prevedere  la  facolta'  del
contraente  di  recedere  dal contratto o di trasferirlo presso altro
operatore  senza  vincoli  temporali  o  ritardi  non giustificati da
esigenze   tecniche   e   senza   spese  non  giustificate  da  costi
dell'operatore   e  non  possono  imporre  un  obbligo  di  preavviso
superiore  a  trenta  giorni.  Le clausole difformi sono nulle, fatta
salva  la  facolta' degli operatori di adeguare alle disposizioni del
presente articolo i rapporti contrattuali gia' stipulati alla data di
entrata  in  vigore  del presente decreto entro i successivi sessanta
giorni.
  4.  L'Autorita'  per  le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le
modalita' attuative delle disposizioni di cui al comma 2 e applica le
relative sanzioni.

 
      
                               Art. 2.
Informazione  sui  prezzi dei carburanti e sul traffico lungo la rete
                       autostradale e stradale
  1.  Al  fine di favorire la concorrenza e la trasparenza dei prezzi
nel  settore  della  distribuzione  dei  carburanti,  di garantire ai
consumatori  un  adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi
del  servizio,  nonche'  di  facilitare  il  confronto tra le offerte
presenti  sul  mercato, il gestore della rete stradale e autostradale
deve  utilizzare  i  dispositivi di informazione di pubblica utilita'
esistenti  lungo la rete e le convenzioni con emittenti radiofoniche,
nonche' gli strumenti di informazione di cui al comma 3 per informare
gli  utenti,  anche  in  forma  comparata,  dei prezzi di vendita dei
carburanti  praticati  negli impianti di distribuzione dei carburanti
presenti  lungo  le  singole  tratte  della rete autostradale e delle
strade   statali   di  primaria  importanza,  con  conseguente  onere
informativo  dei  gestori  degli  impianti  ai  concessionari circa i
prezzi praticati.
  2.  Il gestore della rete stradale e autostradale deve utilizzare i
medesimi  strumenti  di  informazione  per avvertire, in tempo reale,
delle  condizioni  di  grave  limitazione del traffico che gli utenti
potrebbero subire accedendo alla rete di competenza.
  3.    Il    Ministero   dei   trasporti   sottopone   al   Comitato
interministeriale per la programmazione economica (CIPE) una proposta
intesa  a  disciplinare,  senza  oneri  aggiuntivi  per  il  bilancio
pubblico,  nell'ambito  delle  concessioni  autostradali  e stradali,
l'installazione  di  strumenti di informazione di pubblica utilita' e
la sottoscrizione di convenzioni con emittenti e gestori di telefonia
per  facilitare  la diffusione delle informazioni di cui ai commi 1 e
2.

 
      
                               Art. 3.
                   Trasparenza delle tariffe aeree
  1.  Al  fine  di  favorire  la  concorrenza  e la trasparenza delle
tariffe  aeree,  di  garantire  ai consumatori un adeguato livello di
conoscenza  sugli effettivi costi del servizio, nonche' di facilitare
il  confronto  tra  le  offerte presenti sul mercato, sono vietati le
offerte e i messaggi pubblicitari di voli aerei recanti l'indicazione
del  prezzo al netto di spese, tasse e altri oneri aggiuntivi, ovvero
riferiti  a  una  singola  tratta  di  andata  e ritorno, a un numero
limitato  di  titoli  di  viaggio o a periodi di tempo delimitati o a
modalita' di prenotazione, se non chiaramente indicati nell'offerta.
  2.  A  decorrere  dal  trentesimo  giorno  successivo  alla data di
entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  le offerte e i messaggi
pubblicitari  di  cui  al  comma 1  sono sanzionati quali pubblicita'
ingannevole.

 
      
                               Art. 4.
              Data di scadenza dei prodotti alimentari
  1.  All'articolo 3 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109,
e successive modificazioni, dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
  «2-bis.  L'indicazione  del termine minimo di conservazione o della
data   di   scadenza  deve  figurare  in  modo  facilmente  visibile,
chiaramente   leggibile  e  indelebile  secondo  modalita'  non  meno
visibili di quelle indicanti la quantita' del prodotto ed in un campo
visivo di facile individuazione da parte del consumatore.».
  2.  I  soggetti  tenuti  all'apposizione dell'indicazione di cui al
comma 1  si  adeguano  alle  prescrizioni  del  medesimo  comma entro
centottanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in vigore del presente
decreto.

 
      
                               Art. 5.
Misure per la concorrenza e per la tutela del consumatore nei servizi
                            assicurativi
  1. I divieti di cui all'articolo 8 del decreto-legge 4 luglio 2006,
n.  223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n.
248,   si  applicano  alle  clausole  contrattuali  di  distribuzione
esclusiva  di  polizze relative a tutti i rami danni, a decorrere dal
termine previsto dal medesimo articolo.
  2.  All'articolo 134  del codice delle assicurazioni private di cui
al  decreto  legislativo  7 settembre 2005, n. 209, sono aggiunti, in
fine, i seguenti commi:
  «4-bis.  L'impresa di assicurazione in tutti i casi di stipulazione
di un nuovo contratto, anche aggiuntivo al precedente, con le formule
di  cui  all'articolo 133, a prescindere dalla contestuale vigenza di
un'altra  polizza,  non  puo'  assegnare  al contraente una classe di
merito  piu'  sfavorevole  rispetto  a  quella risultante dall'ultimo
attestato di rischio conseguito.
  4-ter.  Conseguentemente  al verificarsi di un sinistro, le imprese
di assicurazione non possono applicare alcuna variazione di classe di
merito  prima  di  aver  accertato  l'effettiva  responsabilita'  del
contraente,  che  e'  individuata  nel  responsabile  principale  del
sinistro,  secondo la liquidazione effettuata in relazione al danno e
fatto  salvo  un diverso accertamento in sede giudiziale. Ove non sia
possibile  accertare  la  responsabilita'  principale,  la  stessa si
computa pro quota in relazione al numero dei conducenti coinvolti, ai
fini della eventuale variazione di classe a seguito di piu' sinistri.
  4-quater.  E'  fatto comunque obbligo alle imprese di assicurazione
di   comunicare   tempestivamente   al   contraente   le   variazioni
peggiorative apportate alla classe di merito.».
  3.  All'articolo 136  del codice delle assicurazioni private di cui
al  decreto  legislativo  7 settembre  2005,  n. 209, e' aggiunto, in
fine, il seguente comma:
  «3-bis.  Il  Ministero dello sviluppo economico utilizza il sistema
tariffario   completo   in   tutte   le  sue  estensioni  organizzato
dall'ISVAP,   sulla   base   dei   dati   forniti  dalle  imprese  di
assicurazione,  per realizzare un servizio informativo, anche tramite
il proprio sito internet, che consente al consumatore di comparare le
tariffe    applicate   dalle   diverse   imprese   di   assicurazione
relativamente al proprio profilo individuale.».
  4.  Al primo comma dell'articolo 1899 del codice civile, il secondo
periodo  e'  sostituito  dal seguente: «In caso di durata poliennale,
l'assicurato  ha facolta' di recedere annualmente dal contratto senza
oneri e con preavviso di sessanta giorni».
  5.  Le  clausole  in  contrasto  con  le  prescrizioni del presente
articolo  sono  nulle  ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile,
fatta  salva  la  facolta'  degli  operatori  di adeguare le clausole
vigenti  alla  data di entrata in vigore del presente decreto entro i
successivi sessanta giorni.

 
      
                               Art. 6.
Semplificazione  nel  procedimento  di cancellazione dell'ipoteca nei
                          mutui immobiliari
  1.  Ai  fini di cui all'articolo 2878, n. 6), del codice civile, se
il  creditore  e'  soggetto  esercente  attivita' bancaria, l'ipoteca
iscritta  a  garanzia di obbligazioni derivanti da contratto di mutuo
si  estingue  automaticamente  decorsi  trenta  giorni  dall'avvenuta
estinzione  dell'obbligazione  garantita,  che  viene  comunicata dal
creditore  alla  conservatoria  e  al debitore, salvo che, ricorrendo
giustificato   motivo   ostativo,  nella  medesima  comunicazione  il
creditore   non   abbia   presentato   alla   conservatoria  apposita
dichiarazione   di  permanenza  dell'ipoteca.  Ricevuta  quest'ultima
dichiarazione,  il  conservatore  procede  d'ufficio  entro il giorno
successivo   alla   sua   annotazione   a   margine   dell'iscrizione
dell'ipoteca.   Ai   fini   del   presente  comma non  e'  necessaria
l'autentica notarile.
  2.  A  decorrere  dal  sessantesimo  giorno successivo alla data di
entrata  in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni
legislative e regolamentari statali incompatibili con le disposizioni
di  cui al comma 1 e le clausole in contrasto con le prescrizioni del
presente  articolo  sono nulle ai sensi dell'articolo 1418 del codice
civile.

 
      
                               Art. 7.
Estinzione  anticipata  dei  mutui  immobiliari  divieto  di clausole
                               penali
  1.  E' nullo qualunque patto, anche posteriore alla conclusione del
contratto, ivi incluse le clausole penali, con cui si convenga che il
mutuatario,  che  richieda  l'estinzione  anticipata o parziale di un
contratto di mutuo per l'acquisto della prima casa, sia tenuto ad una
determinata prestazione a favore della banca mutuante.
  2.  Le clausole apposte in violazione del divieto di cui al comma 1
sono nulle di diritto e non comportano la nullita' del contratto.
  3.  Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano ai contratti
di  mutuo  stipulati  a decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto.
  4.  Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al presente
articolo,  per  acquisto  della  prima  casa  si  intende  l'acquisto
effettuato da una persona fisica della casa dove intende stabilire la
propria residenza.
  5.   L'Associazione   bancaria   italiana  e  le  associazioni  dei
consumatori   rappresentative   a   livello   nazionale,   ai   sensi
dell'articolo 137   del   codice   del  consumo  di  cui  al  decreto
legislativo  6 settembre  2005,  n.  206, definiscono, entro tre mesi
dalla  data  di  entrata  in  vigore  del presente decreto, le regole
generali  di riconduzione ad equita' dei contratti di mutuo in essere
mediante,  in  particolare,  la  determinazione  della misura massima
dell'importo della penale dovuta per il caso di estinzione anticipata
o parziale del mutuo.
  6.  In  caso  di  mancato  raggiungimento  dell'accordo  di  cui al
comma 5,  la  misura della penale idonea alla riconduzione ad equita'
e'  stabilita  dalla Banca d'Italia e costituisce norma imperativa ai
sensi  dell'articolo 1419,  secondo  comma, del codice civile ai fini
della rinegoziazione dei contratti di mutuo in essere.
  7.  In  ogni caso le banche non possono rifiutare la rinegoziazione
dei  contratti  di  mutuo  stipulati  prima  della data di entrata in
vigore  del presente decreto, nei casi in cui il debitore proponga la
riduzione dell'importo della penale entro i limiti stabiliti ai sensi
dei commi 5 e 6.

 
      
                               Art. 8.
                Portabilita' del mutuo; surrogazione
  1.  In  caso  di  mutuo  bancario,  apertura  di  credito  od altri
contratti  di finanziamento bancario, la non esigibilita' del credito
o la pattuizione di un termine a favore del creditore non preclude al
debitore  l'esercizio  della  facolta'  di  cui all'articolo 1202 del
codice civile.
  2.  Nell'ipotesi  di surrogazione ai sensi del comma 1, il mutuante
surrogato  subentra  nelle garanzie accessorie, personali e reali, al
credito   surrogato.   L'annotamento   di  surrogazione  puo'  essere
richiesto al conservatore senza formalita', allegando copia autentica
dell'atto  di  surrogazione  stipulato  per atto pubblico o scrittura
privata.
  3.  E'  nullo  ogni  patto,  anche posteriore alla stipulazione del
contratto,  con  il  quale  si  impedisca  o  si renda oneroso per il
debitore  l'esercizio  della  facolta'  di  surrogazione  di  cui  al
comma 1.
  4.  La  surrogazione  per  volonta' del debitore di cui al presente
articolo non comporta il venir meno dei benefici fiscali previsti per
l'acquisto della prima casa.

 
      

 
Capo II
Misure urgenti per lo sviluppo imprenditoriale

e la promozione della concorrenza
                               Art. 9.
           Comunicazione unica per la nascita dell'impresa
  1.  Ai  fini  dell'avvio  dell'attivita'  d'impresa,  l'interessato
presenta  all'ufficio  del  registro  delle imprese, di norma per via
telematica,  la  comunicazione  unica  per  gli adempimenti di cui al
presente articolo.
  2.  La  comunicazione  unica  vale  quale assolvimento di tutti gli
adempimenti  amministrativi  previsti  per  l'iscrizione  al registro
delle  imprese  ed  ai  fini  previdenziali,  assistenziali, fiscali,
nonche' per l'ottenimento del codice fiscale e della partita IVA.
  3. L'ufficio del registro delle imprese contestualmente rilascia la
ricevuta, che costituisce titolo per l'immediato avvio dell'attivita'
imprenditoriale,   e  da'  notizia  alle  Amministrazioni  competenti
dell'avvenuta presentazione della comunicazione unica.
  4.  Le  Amministrazioni  competenti  comunicano  all'interessato  e
all'ufficio  del  registro  delle  imprese, anche per via telematica,
immediatamente  il  codice  fiscale  e  la  partita  IVA  ed  entro i
successivi  sette  giorni gli ulteriori dati definitivi relativi alle
posizioni registrate.
  5.  La  procedura  di  cui al presente articolo si applica anche in
caso di modifiche o cessazione dell'attivita' d'impresa.
  6.  La  comunicazione, la ricevuta e gli atti amministrativi di cui
al  presente articolo sono di norma adottati in formato elettronico e
trasmessi  per  via  telematica.  A tale fine le Camere di commercio,
industria,   artigianato  e  agricoltura  assicurano,  gratuitamente,
previa  intesa  con  le  associazioni  imprenditoriali, il necessario
supporto tecnico ai soggetti privati interessati.
  7.  Con  decreto  adottato  dal  Ministro dello sviluppo economico,
entro  quarantacinque  giorni  dalla  data  di  entrata in vigore del
presente  decreto,  di  concerto  con  i Ministri per le riforme e le
innovazioni  nella  pubblica  amministrazione,  dell'economia e delle
finanze,  e  del lavoro e della previdenza sociale, e' individuato il
modello  di  comunicazione  unica  di  cui  al presente articolo. Con
decreto  del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per
le  riforme  e  le  innovazioni  nella  pubblica  amministrazione, di
concerto  con  i  Ministri  dello sviluppo economico, dell'economia e
delle  finanze,  e  del  lavoro  e della previdenza sociale, ai sensi
dell'articolo 71  del  codice dell'amministrazione digitale di cui al
decreto  legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni,
entro  quarantacinque  giorni  dalla  data  di  entrata in vigore del
presente   decreto,   sono   individuate   le   regole  tecniche  per
l'attuazione  delle  disposizioni  di  cui  al  presente articolo, le
modalita'  di  presentazione  da parte degli interessati e quelle per
l'immediato  trasferimento telematico dei dati tra le Amministrazioni
interessate, anche ai fini dei necessari controlli.
  8.  La  disciplina di cui al presente articolo trova applicazione a
decorrere dal sessantesimo giorno successivo dalla data di entrata in
vigore del presente decreto.
  9.  A  decorrere  dalla  data  di  cui  al  comma 7,  sono abrogati
l'articolo 14,  comma 4,  della  legge  30 dicembre  1991,  n. 412, e
successive modificazioni, e l'articolo 1 del decreto-legge 15 gennaio
1993, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 marzo 1993,
n.  63, ferma restando la facolta' degli interessati, per i primi sei
mesi  di  applicazione  della  nuova  disciplina,  di presentare alle
Amministrazioni  competenti  le  comunicazioni  di  cui  al  presente
articolo secondo la normativa previgente.
  10. Al fine di incentivare l'utilizzo del mezzo telematico da parte
delle imprese individuali, relativamente agli atti di cui al presente
articolo,  la  misura  dell'imposta  di  bollo di cui all'articolo 1,
comma 1-ter,  della  tariffa  annessa al decreto del Presidente della
Repubblica  26 ottobre  1972, n. 642, come sostituita dal decreto del
Ministro delle finanze 20 agosto 1992, e successive modificazioni, e'
rideterminata,  garantendo  comunque  l'invarianza  del  gettito, con
decreto  del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con
il   Ministero   dello   sviluppo   economico,   da  adottarsi  entro
quarantacinque  giorni  dalla  data di entrata in vigore del presente
decreto.

 
      
                              Art. 10.
Misure urgenti per la liberalizzazione di alcune attivita' economiche
  1.  Le disposizioni del presente articolo sono volte a garantire la
liberta'  di  concorrenza secondo condizioni di pari opportunita' sul
territorio  nazionale  e  il  corretto  ed uniforme funzionamento del
mercato,   nonche'  ad  assicurare  ai  consumatori  finali  migliori
condizioni  di  accessibilita' all'acquisto di prodotti e servizi sul
territorio  nazionale,  in conformita' al principio comunitario della
concorrenza  e  alle  regole  sancite  dagli articoli 81, 82 e 86 del
Trattato istitutivo della Comunita' europea.
  2. Le attivita' di acconciatore di cui alle leggi 14 febbraio 1963,
n.  161,  e  successive  modificazioni,  e  17 agosto 2005, n. 174, e
l'attivita' di estetista di cui alla legge 4 gennaio 1990, n. 1, sono
soggette  alla  sola dichiarazione di inizio attivita', da presentare
al  comune  territorialmente  competente  ai  sensi  della  normativa
vigente,  e  non  possono essere subordinate al rispetto del criterio
della  distanza minima o di parametri numerici prestabiliti, riferiti
alla presenza di altri soggetti svolgenti la medesima attivita', e al
rispetto  dell'obbligo di chiusura infrasettimanale. Sono fatti salvi
il  possesso  dei  requisiti  di  qualificazione  professionale,  ove
prescritti,  e  la conformita' dei locali ai requisiti urbanistici ed
igienico-sanitari.
  3.  Le  attivita'  di pulizia e disinfezione, di cui al decreto del
Ministro  dell'industria,  del  commercio e dell'artigianato 7 luglio
1997, n. 274, e successive modificazioni, e di facchinaggio di cui al
decreto  del  Ministro  delle attivita' produttive 30 giugno 2003, n.
221,  sono  soggette  alla  sola dichiarazione di inizio attivita' ai
sensi   della   normativa  vigente,  da  presentare  alla  Camera  di
commercio,  industria,  artigianato  e  agricoltura competente, e non
possono  essere  subordinate  a  particolari requisiti professionali,
culturali  e  di  esperienza  professionale.  Sono  fatti  salvi, ove
richiesti  dalla  normativa  vigente,  i  requisiti di onorabilita' e
capacita'  economico-finanziaria.  Resta  salva la disciplina vigente
per  le attivita' di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione
ed  in  ogni  caso  le  attivita'  professionali  di  cui al presente
comma possono   essere  esercitate  solo  nel  pieno  rispetto  della
normativa  vigente  in materia di tutela del lavoro e della salute ed
in  particolare  del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e
successive modificazioni, e della normativa in materia di smaltimento
dei rifiuti speciali o tossici.
  4. Le attivita' di guida turistica e accompagnatore turistico, come
disciplinate  dall'articolo 7  della  legge  29 marzo 2001, n. 135, e
successive  modificazioni, non possono essere subordinate all'obbligo
di  autorizzazioni  preventive, al rispetto di parametri numerici e a
requisiti  di  residenza, fermo restando il possesso dei requisiti di
qualificazione  professionale secondo la normativa di cui alla citata
legge  n. 135 del 2001. Ai soggetti titolari di laurea in lettere con
indirizzo in storia dell'arte o in archeologia o titolo equipollente,
l'esercizio   dell'attivita'  di  guida  turistica  o  accompagnatore
turistico  non  puo'  essere negato, ne' subordinato allo svolgimento
dell'esame  abilitante  di cui alla citata legge n. 135 del 2001 o di
altre   prove   selettive,  restando  consentita  la  verifica  delle
conoscenze  linguistiche  soltanto  quando  le stesse non siano state
oggetto del corso di studi.
  5. L'attivita' di autoscuola e' soggetta alla sola dichiarazione di
inizio   attivita'   da  presentare  all'amministrazione  provinciale
territorialmente  competente  ai sensi della normativa vigente, fatto
salvo  il  rispetto  dei  requisiti  morali  e  professionali,  della
capacita' finanziaria e degli standard tecnico-organizzativi previsti
dalla  stessa  normativa.  All'articolo 123  del  decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Le
autoscuole  sono  soggette  a vigilanza amministrativa da parte delle
province  ed alla vigilanza tecnica da parte degli uffici provinciali
della   Direzione   generale  per  la  Motorizzazione.».  Al  comma 3
dell'articolo 123  del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, la
parola:    «autorizzazione»    e'    sostituita    dalla    seguente:
«dichiarazione»  e  le  parole  da:  «e  per  la limitazione» a: «del
territorio»  sono  soppresse.  I commi 3, 4, 5, 6 e 7 dell'articolo 1
del  decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 17 maggio
1995, n. 317, sono abrogati.
  6. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
sono  abrogate  le  disposizioni  legislative e regolamentari statali
incompatibili con le disposizioni di cui ai commi da 2 a 5.
  7.  Entro  tre  mesi  dalla  data di entrata in vigore del presente
decreto  le regioni, le province ed i comuni adeguano le disposizioni
normative e regolamentari ai principi di cui ai commi da 2 a 5.
  8.  Dopo  il  quinto  comma dell'articolo 1  della legge 11 gennaio
1979, n. 12, e' inserito il seguente:
  «L'iscrizione  all'albo  dei consulenti del lavoro non e' richiesta
per  i  soggetti  abilitati allo svolgimento delle predette attivita'
dall'ordinamento  giuridico  comunitario di appartenenza, che operino
in Italia in regime di libera prestazione di servizi.».
  9.  All'articolo 9,  comma 4,  del  decreto legislativo 21 novembre
2005,  n. 285, sono soppresse le seguenti parole: «, a condizione che
le   relazioni  di  traffico  proposte  nei  programmi  di  esercizio
interessino  localita'  distanti  piu'  di 30 km da quelle servite da
relazioni di traffico comprese nei programmi di esercizio dei servizi
di  linea  oggetto  di concessione statale. La distanza di 30 km deve
essere calcolata sul percorso stradale che collega le case municipali
dei  comuni  in  cui  sono  ricomprese  le  localita'  oggetto  della
relazione di traffico».

 
      
                              Art. 11.
                    Misure per il mercato del gas
  1.  Al  fine di accrescere gli scambi sul mercato nazionale del gas
naturale, fino al completo recepimento della direttiva 2003/55/CE del
Parlamento  europeo  e del Consiglio, del 26 giugno 2003, con decreto
del  Ministro  dello  sviluppo  economico,  sentita  l'Autorita'  per
l'energia elettrica e il gas, da emanare entro tre mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, sono determinate le modalita'
con  cui le aliquote del prodotto della coltivazione di giacimenti di
gas  dovute allo Stato, a decorrere da quelle dovute per l'anno 2006,
sono  cedute dai titolari delle concessioni di coltivazione presso il
mercato  regolamentato  delle  capacita' di cui all'articolo 13 della
deliberazione n. 137/02 del 17 luglio 2002, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale  n.  190  del 14 agosto 2002, e secondo le modalita' di cui
all'articolo 1  della  deliberazione  n.  22/04 del 26 febbraio 2004,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 19 marzo 2004, adottate
dall'Autorita'  per  l'energia  elettrica  e  il gas. Con decreto del
Ministro  dell'economia  e delle finanze, di concerto con il Ministro
dello   sviluppo   economico,   sono  disciplinate  le  modalita'  di
versamento delle relative entrate al bilancio dello Stato.
  2.  A  decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui
al  comma 1, le autorizzazioni all'importazione di gas rilasciate dal
Ministero  dello  sviluppo  economico  ai  sensi  dell'articolo 3 del
decreto   legislativo   23 maggio  2000,  n.  164,  sono  subordinate
all'obbligo  di  offerta  presso  il  mercato regolamentato di cui al
comma 1  di  una  quota del gas importato, definita con decreto dello
stesso  Ministero  in  misura  rapportata  ai volumi complessivamente
importati.  Le  modalita'  di offerta, secondo principi trasparenti e
non  discriminatori,  sono  determinate  dall'Autorita' per l'energia
elettrica e il gas.

 
      
                              Art. 12.
Revoca  delle concessioni per la progettazione e costruzione di linee
ad  alta  velocita' e nuova disciplina degli affidamenti contrattuali
                 nella revoca di atti amministrativi
  1.  Al  fine  di  consentire  che la realizzazione del Sistema alta
velocita'   avvenga   tramite  affidamenti  e  modalita'  competitivi
conformi  alla  normativa  vigente a livello nazionale e comunitario,
nonche'  in  tempi e con limiti di spesa compatibili con le priorita'
ed  i programmi di investimento delle infrastrutture ferroviarie, nel
rispetto  dei  vincoli  economici  e  finanziari  imposti dal decreto
legislativo  8 luglio  2003,  n.  188, al gestore dell'infrastruttura
ferroviaria  nazionale  e  degli  impegni  assunti  dallo  Stato  nei
confronti  dell'Unione europea in merito alla riduzione del disavanzo
e del debito pubblico:
    a) sono  revocate  le  concessioni  rilasciate  alla  TAV  S.p.A.
dall'Ente  Ferrovie dello Stato S.p.A. il 7 agosto 1991 limitatamente
alla   tratta   Milano-Verona   e   alla   sub-tratta  Verona-Padova,
comprensive  delle  relative  interconnessioni,  e  il  16 marzo 1992
relativa   alla   linea  Milano-Genova,  comprensiva  delle  relative
interconnessioni, e successive loro integrazioni e modificazioni;
    b) e'    altresi'   revocata   l'autorizzazione   rilasciata   al
Concessionario  della Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. all'articolo 5
del decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 31 ottobre
2000,  n.  138  T,  e successive modificazioni ed integrazioni, nella
parte in cui consente di proseguire nel rapporto convenzionale con la
societa'  TAV  S.p.A. relativo alla progettazione e costruzione della
linea    Terzo   valico   dei   Giovi/Milano-Genova,   della   tratta
Milano-Verona e della sub-tratta Verona-Padova.
  2. Gli effetti delle revoche di cui al comma 1 si estendono a tutti
i  rapporti  convenzionali da esse derivanti o collegati stipulati da
TAV  S.p.A.  con  i  general contractors in data 15 ottobre 1991 e in
data   16 marzo   1992,   incluse   le  successive  modificazioni  ed
integrazioni.
  3.  La  Ferrovie dello Stato S.p.A. provvede direttamente o tramite
societa'  del  gruppo all'accertamento e al rimborso, anche in deroga
alla  normativa  vigente,  secondo  la  disciplina di cui al comma 4,
degli  oneri  delle  attivita' progettuali e preliminari ai lavori di
costruzione   oggetto   di   revoca   nei   limiti   dei  soli  costi
effettivamente  sostenuti,  adeguatamente  documentati  e  non ancora
rimborsati alla data di entrata in vigore del presente decreto.
  4.  All'articolo 21-quinquies  della  legge  7 agosto 1990, n. 241,
dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
  «1-bis.  Ove  la  revoca  di  un  atto  amministrativo ad efficacia
durevole o istantanea di cui al comma 1 incida su rapporti negoziali,
l'indennizzo   liquidato  dall'amministrazione  agli  interessati  e'
parametrato  al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale
conoscenza   o   conoscibilita'   da   parte   dei  contraenti  della
contrarieta' dell'atto amministrativo oggetto di revoca all'interesse
pubblico,  sia  dell'eventuale  concorso  dei  contraenti  o di altri
soggetti  all'erronea  valutazione  della compatibilita' di tale atto
con l'interesse pubblico.».

 
      
                              Art. 13.
Disposizioni  urgenti in materia di istruzione tecnicoprofessionale e
             di valorizzazione dell'autonomia scolastica
  1.  Il secondo ciclo di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005,
n.  226,  e  successive  modificazioni,  e'  costituito  dal  sistema
dell'istruzione  secondaria superiore e dal sistema dell'istruzione e
della    formazione    professionale.   Fanno   parte   del   sistema
dell'istruzione  secondaria superiore i licei, gli istituti tecnici e
gli  istituti  professionali  di  cui  all'articolo 191, comma 2, del
testo  unico  di  cui  al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297,
tutti  finalizzati  al  conseguimento  di  un  diploma  di istruzione
secondaria  superiore. Nell'articolo 2 del decreto legislativo n. 226
del  2005,  al  primo  periodo  del comma 6 sono soppresse le parole:
«economico,»   e  «tecnologico»,  e  il  comma 8  e'  sostituito  dal
seguente:  «8.  I  percorsi  del  liceo  artistico  si  articolano in
indirizzi  per  corrispondere  ai  diversi fabbisogni formativi». Nel
medesimo decreto legislativo n. 226 del 2005 sono abrogati il comma 7
dell'articolo 2 e gli articoli 6 e 10.
  2.  Fatta  salva  l'autonomia  delle  istituzioni scolastiche e nel
rispetto  delle  competenze  delle  regioni  e  degli  enti locali in
materia  di  programmazione  dell'offerta  formativa,  possono essere
costituite, in ambito provinciale o sub-provinciale, tra gli istituti
tecnici   e   gli  istituti  professionali,  le  strutture  formative
rispondenti  ai  livelli  essenziali delle prestazioni di cui al capo
III  del  decreto  legislativo  n.  226  del  2005 e le strutture che
operano  nell'ambito del sistema dell'istruzione e formazione tecnica
superiore  denominate:  «istituti tecnici superiori» nel quadro della
riorganizzazione   di  cui  all'articolo 1,  comma 631,  della  legge
27 dicembre  2006,  n.  296, nonche' «poli tecnico professionali», di
natura consortile e con le forme di cui all'articolo 7, comma 10, del
decreto  del  Presidente  della  Repubblica  8 marzo  1999, n. 275. I
«poli»  sono  costituiti  al  fine  di  promuovere  in modo stabile e
organico  la  diffusione  della  cultura  scientifica  e tecnica e le
misure per lo sviluppo economico e produttivo del Paese e sono dotati
di   propri   organi   da   prevedersi  nelle  relative  convenzioni.
All'attuazione  del  presente  comma si  provvede  nell'ambito  delle
risorse  umane,  strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente,  senza  nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Sono
fatte  salve  le  competenze delle regioni a statuto speciale e delle
province  autonome  di  Trento  e  di Bolzano, in conformita' ai loro
statuti e alle relative norme di attuazione.
  3.  Al  testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del
Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) all'articolo 15,   comma 1,  dopo  la  lettera  i-septies)  e'
aggiunta la seguente: «i-septies-bis) le erogazioni liberali a favore
degli  istituti  scolastici  di  ogni  ordine  e  grado,  finalizzate
all'innovazione     tecnologica,     all'edilizia     scolastica    e
all'ampliamento   dell'offerta  formativa;  la  detrazione  spetta  a
condizione  che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite
banca  o  ufficio  postale  ovvero  mediante  gli  altri  sistemi  di
pagamento  previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241.»;
    b) all'articolo 100,  comma 2,  dopo la lettera o) e' aggiunta la
seguente:  «o-bis)  le  erogazioni  liberali  a favore degli istituti
scolastici  di  ogni  ordine  e  grado,  finalizzate  all'innovazione
tecnologica,  all'edilizia  scolastica e all'ampliamento dell'offerta
formativa,   nel  limite  del  2  per  cento  del  reddito  d'impresa
dichiarato  e  comunque nella misura massima di 70.000 euro annui; la
deduzione  spetta  a  condizione che il versamento di tali erogazioni
sia  eseguito  tramite  banca  o  ufficio postale ovvero mediante gli
altri  sistemi  di  pagamento  previsti  dall'articolo 23 del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241.»;
    c) all'articolo 147,  comma 1,  le  parole:  «e  i-quater)»  sono
sostituite dalle seguenti: «, i-quater) e i-septies-bis)».
  4.  All'onere derivante dal comma 3, valutato in 54 milioni di euro
per  l'anno  2008 e in 31 milioni di euro a decorrere dall'anno 2009,
si provvede:
    a) per   l'anno  2008,  mediante  utilizzo  delle  disponibilita'
esistenti  sulle  contabilita' speciali di cui all'articolo 5-ter del
decreto-legge    28 dicembre    2001,   n.   452,   convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge 27 febbraio 2002, n. 16, che a tale fine
sono  vincolate  per  essere  versate  all'entrata del bilancio dello
Stato  nel  predetto  anno.  Con  decreto del Ministro della pubblica
istruzione,  di  concerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle
finanze,  da  emanare  entro  trenta  giorni dalla data di entrata in
vigore  del presente decreto, sono stabiliti i criteri e le modalita'
per  la  determinazione  delle  somme  da vincolare su ciascuna delle
predette contabilita' speciali ai fini del relativo versamento;
    b) a   decorrere   dal  2009  mediante  corrispondente  riduzione
dell'autorizzazione  di spesa di cui all'articolo 1, comma 634, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296.
  5.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
  6.   Il   Ministro   dell'economia  e  delle  finanze  provvede  al
monitoraggio   degli   oneri   di  cui  al  comma 3,  anche  ai  fini
dell'adozione     dei     provvedimenti     correttivi     di     cui
all'articolo 11-ter,  comma 7,  della  legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive  modificazioni.  Gli  eventuali  decreti  emanati ai sensi
dell'articolo 7,  secondo  comma, n. 2, della legge 5 agosto 1978, n.
468,  prima della data di entrata in vigore dei provvedimenti o delle
misure  di cui al presente comma, sono tempestivamente trasmessi alle
Camere, corredati da apposite relazioni illustrative.
  7.  I  soggetti che hanno effettuato le donazioni di cui al comma 3
non  possono  far  parte  del  consiglio  di  istituto e della giunta
esecutiva delle istituzioni scolastiche.
  8.  Le disposizioni di cui al comma 3 hanno effetto a decorrere dal
periodo di imposta in corso dal 1° gennaio 2007.

 
      
                              Art. 14.
                  Misure in materia di autoveicoli
  1.  Il  contributo concesso dall'articolo 1, comma 224, della legge
27 dicembre  2006,  n. 296, e il beneficio previsto dal comma 225 del
medesimo   articolo,  al  fine  di  favorire  il  contenimento  delle
emissioni  inquinanti  ed  il  risparmio  energetico  nell'ambito del
riordino del regime giuridico dei veicoli, si applicano limitatamente
alla  rottamazione  senza  sostituzione  e  non  spettano  in caso di
acquisto  di un altro veicolo nuovo o usato entro tre anni dalla data
della  rottamazione  medesima.  Il medesimo contributo e il beneficio
predetti sono estesialle stesse condizioni e modalita' indicate nelle
citate  disposizioni anche alle autovetture immatricolate come euro 0
o  euro  1  consegnate  ad  un  demolitore  a decorrere dalla data di
entrata in vigore del presente decreto e sino al 31 dicembre 2007.

 
      
                              Art. 15.
                          Entrata in vigore
  1.  Il  presente  decreto  entra  in  vigore il giorno successivo a
quello   della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione
in legge.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
    Dato a Roma, addi' 31 gennaio 2007
                             NAPOLITANO
                              Prodi,  Presidente  del  Consiglio  dei
                              Ministri
                              Bersani,    Ministro   dello   sviluppo
                              economico
                              Rutelli,  Vicepresidente  del Consiglio
                              dei Ministri
                              Fioroni,    Ministro   della   pubblica
                              istruzione
                              Bonino,   Ministro   per  le  politiche
                              europee
                              Lanzillotta,  Ministro  per  gli affari
                              regionali e le autonomie locali
                              Bianchi, Ministro dei trasporti
                              Nicolais,  Ministro per le riforme e le
                              innovazioni        nella       pubblica
                              amministrazione
                              Gentiloni   Silveri,   Ministro   delle
                              comunicazioni
                              Di      Pietro,      Ministro     delle
                              infrastrutture
                              Padoa  Schioppa, Ministro dell'economia
                              e delle finanze
                              De  Castro,  Ministro  delle  politiche
                              agricole alimentari e forestali
Visto, il Guardasigilli: Mastella
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